Tuesday, September 25, 2012

Il minimalismo poetico di Alceo Positano/seconda parte


Torniamo a parlare del minimalismo poetico del cinema di Alceo Positano, un cineasta che ha recuperato la dimensione artigianale del mestiere, cimentandosi con tutte le fasi del fare cinema, dalla regia alla direzione della fotografia, dalla sceneggiatura alla produzione.
Col passare degli anni Positano ha affinato questa sua vocazione a seguire tutto il processo del film, dall’ideazione alla realizzazione, realizzando opere che si configurano quasi sempre come prove d’artista, sfuggendo ai rigidi canoni della cinematografia tradizionale.
In tal senso i cortometraggi di Positano fanno l’effetto di opere uniche che si distaccano dalla necessità della riproducibilità tecnica per allinearsi piuttosto alla gestualità di un artista che effettua una performance. E’ proprio su questo anelito all’unicità che sono incentrati i più recenti cortometraggi di Positano, tutti incentrati sul desiderio di esibire dichiaratamente la propria matrice artigianale ancor prima che artistica. E per raggiungere tale obiettivo questi cortometraggi diventano sempre più francescani, sempre più essenziali, rinunciando ai costumi d’epoca, riducendo al minimo i dialoghi, e infine abbandonando addirittura la forma più compiuta del corto o del mediometraggio per lavorare sulla poetica del trailer.
E’ quanto succede con Alien Rock, dove Positano utilizza tutti gli elementi fondamentali di un cinema poetico e artigianale, dalla stop motion al linguaggio sincopato del trailer, per mettere in scena, tramite il suo mostro addomesticato, un cinema che riparte dal grado zero, ritrovando le proprie origini in una semplicità cristallina, che invoglia lo spettatore a ripartire da capo nella visione, a testimonianza di un esperimento riuscito.

PS:
Una menzione particolare alle musiche di Luigi Paioro. 



No comments:

Post a Comment