Nell’era dei social network i creativi tendono a realizzare
opere massimaliste, cariche di segni e di richiami. Generalmente si tende a dar
vita a una serie di stratificazioni per rendere più visibili i propri lavori
nel web. E’ come se si dotassero le opere di una serie di tag e di hyperlink
che rendono più semplice ricordare un’immagine, un testo o un video.
Alceo Positano invece va controcorrente, come dimostra con
il suo nuovo cortometraggio, della serie 7 Ego.
Positano, di cui abbiamo apprezzato recentemente Transitus,
e che già conoscevamo per le trasposizioni dai racconti di Poe, punta su quello
che definiremmo un “minimalismo poetico”.
Nel primo cortometraggio della serie, che stigmatizza con
leggera ironia la pigrizia, Positano punta su una sintassi consacrata a una
nuova semplicità, rara di questi tempi. Il linguaggio di Positano, con dialoghi
essenziali e una recitazione immediata da cinema verità, sembra quasi ammiccare
al film muto. La gag che mette in scena, permeata da una levità dolce, da
favola contemporanea, riesce a stemperare con senso poetico la vena
moralizzante di quella che può essere vista come un’attualizzazione in chiave
contemporanea dei proverbi di Bruegel.
Questo primo episodio, interpretato da Ivan Rendina, si pone quindi
come una sorta di aforisma poetico. A questo punto, aspettiamo con una certa
curiosità gli altri episodi della serie, per vedere come si sviluppa il
discorso.

No comments:
Post a Comment