Monday, July 30, 2012

Il minimalismo poetico di Alceo Positano


Nell’era dei social network i creativi tendono a realizzare opere massimaliste, cariche di segni e di richiami. Generalmente si tende a dar vita a una serie di stratificazioni per rendere più visibili i propri lavori nel web. E’ come se si dotassero le opere di una serie di tag e di hyperlink che rendono più semplice ricordare un’immagine, un testo o un video.
Alceo Positano invece va controcorrente, come dimostra con il suo nuovo cortometraggio, della serie 7 Ego.
Positano, di cui abbiamo apprezzato recentemente Transitus, e che già conoscevamo per le trasposizioni dai racconti di Poe, punta su quello che definiremmo un “minimalismo poetico”.
Nel primo cortometraggio della serie, che stigmatizza con leggera ironia la pigrizia, Positano punta su una sintassi consacrata a una nuova semplicità, rara di questi tempi. Il linguaggio di Positano, con dialoghi essenziali e una recitazione immediata da cinema verità, sembra quasi ammiccare al film muto. La gag che mette in scena, permeata da una levità dolce, da favola contemporanea, riesce a stemperare con senso poetico la vena moralizzante di quella che può essere vista come un’attualizzazione in chiave contemporanea dei proverbi di Bruegel.
Questo primo episodio, interpretato da Ivan Rendina, si pone quindi come una sorta di aforisma poetico. A questo punto, aspettiamo con una certa curiosità gli altri episodi della serie, per vedere come si sviluppa il discorso. 


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