Sunday, May 15, 2011

Cronache dal Salone del Libro: Tunué e le nuove culture


Ieri sono stato al Salone del libro di Torino. Con grande soddisfazione, ho notato che c’era molto di nuovo. Si sentiva la voglia di promuovere nuove culture e di indagare nuovi territori dell’immaginario. Insomma, proprio non si può dire che ci fossero le solite vecchie cose, gli stessi tipi di saggi e di romanzi, e sempre e solo i megastand delle case editrici mainstream.
E’ un Salone ricco di stimoli quello di quest’anno.
In particolare, in questo salone ha trovato la giusta dimensione la nuova cultura videoludica e cross mediale, che – e questa è la cosa più importante- non è stata trattata come un fenomeno di nicchia (o peggio, transitorio e di nicchia), relegato in qualche microstand in qualche angolo lontano del Salone, ma ha avuto il giusto onore e privilegio di far parte a tutti gli effetti del salotto buono della kermesse. E’ un punto molto importante perché dimostra che certe culture, siano esse generate dal basso o dall’alto, hanno fatto definitivamente presa e possono contare su un grande pubblico.
Giusto per fare qualche esempio, cito Panini Comics, che proponeva tra l’altro, i fumetti di World of Warcraft e di Assassin’s Creed, e Multiplayer edizioni, con un tripudio di guide illustrate, di atlanti, enciclopedie di videogames, e soprattutto romanzi derivati dai videogiochi stessi.
In questo panorama, trovo particolarmente interessante il lavoro svolto da Tunué. Editori dell’immaginario, con cui ho collaborato anni fa, con un saggio sul cinema di Second Life. 
Da anni Tunué sta creando tutta un’intelaiatura, una struttura organica che mette in relazione e analizza i nuovi fenomeni delle culture contemporanee. E spesso lo fa quasi in tempo reale, mentre le tendenze si delineano, realizzando una fondamentale opera di archiviazione di movimenti e di trends, fissando culture a rischio di estinzione rapida, essendo spesse legate ai tempi veloci del web.
Nel catalogo di Tunué c’erano almeno una decina di titoli imprescindibili per capire in quale direzione stiano andando le nuove culture di oggi. Sono saggi da leggere e da consultare, da affiancare alla ricerca sul campo da svolgere quotidianamente su internet.
Ecco, nell’ordine, i titoli che mi hanno incuriosito di più:

Illuminante il discorso sull’estetica del Flashtoon.

Il capitolo su Grand Hotel da solo vale tutto il libro

3) Maurizio Landini, Girls with Guns. Cinema d’azione e fanciulle armate fino ai denti.

4) Francesco Fasiolo, Italia da fumetto. Il graphic journalism e la narrativa disegnata nel racconto della realtà italiana di ieri e di oggi.



Nuove enciclopedie per nuovi viaggiatori


Nell’epoca di internet è sempre più raro trovare qualche margine libero per la scoperta. Grosso modo, si riesce a sapere tutto di tutti, la conoscenza è diffusa, capillare e allargata. Una conoscenza che si estende anche nel privato, grazie ai social network, dove ognuno racconta volontariamente molto di sé. Il disegno della Nouvelle histoire preconizzato e messo a punto da Braudel e Le Goff si è spinto molto oltre le premesse, si è arrivati a una storia totale, dove si copre ogni ambito del sapere, in tempo reale, e dove progressivamente ogni notizia ha diritto d’asilo nel grande circo mass mediale.
Ci vorrà ancora del tempo perché si giunga alla completa alfabetizzazione tecnologica, al superamento del digital divide, all’aggiornamento costante degli stati d’animo, e forse alla fine si arriverà a una registrazione/rappresentazione totale, minuto per minuto, tweet dopo tweet, status dopo status, di tutto ciò che avviene nel mondo, dalla cronaca del conflitto bellico alla cronaca della prima colazione di un perfetto sconosciuto.
Il villaggio globale si estende, si espande, dà vita a nuove narrazioni, ma soprattutto elimina uno dopo l’altro i coni d’ombra che permettevano di poter contare su qualche mistero da studiare e su qualche luogo esotico da scoprire. Ci vorrà ancora molto tempo, ma la direzione è quella.
Prendiamo il turismo. Oggi si sta sempre più assottigliando la differenza tra turista e viaggiatore, dato che l’essere viaggiatore implica una ricerca di luoghi sconosciuti ai più, una ricerca che evoca gli esploratori dell’800 e, al massimo, i viaggi di Chatwin.
Oggi si possono ancora fare scoperte personali, per una ricerca propria, ma non si può più pretendere di scoprire luoghi lontani per comunicarli al resto del mondo. Già si conoscono: si sa tutto della foresta amazzonica come della casa della rockstar di turno.
E allora, in attesa delle esplorazioni nello spazio, che riporteranno in auge il viaggio in stile ottocentesco, e dopo la breve parentesi (che mi auguro si riapra) delle esplorazioni degli etnologi nei mondi virtuali (vedi Tom Boelstorff in Second Life), si creano a tavolino nuovi mondi artificiali (a differenza di SL, che era un mondo spontaneo, creato dai residenti), anche con l’idea di poterli poi esplorare.
E’ molto curiosa e affascinante questa idea di un universo concepito nei minimi dettagli, per poter essere poi analizzato, studiato e esplorato. Succede soprattutto coi videogames (ancor più che con il cinema), e lo dimostra il proliferare di guide, di atlanti e di enciclopedie. Allo stand della Multiplayer al Salone del libro di Torino, c’era un tripudio di questo tipo di nuovi strumenti, dall’Enciclopedia di Halo (bellissima e dettagliatissima) all’Atlante di World of Warcraft. E la sensazione è stata che questo nuovo immaginario si stia finalmente radicando nella realtà, uscendo dai confini delle culture di nicchia. Quei libri che si ispirano al concetto classico di guide e enciclopedie, raccontano in modo capillare universi fantastici non sono più visti come libri da intenditori e curiosi (es.: Il manuale di zoologia fantastica di Borges), ma come nuove guide turistiche, utili per chi sente il desiderio o il bisogno di trovare di fronte a se un orizzonte veramente sconosciuto, e non il deserto addomesticato con la duna che nasconde un buffet con ostriche e champagne. 







Saturday, May 14, 2011

Friday, May 13, 2011

Tullio Avoledo e lo spinoff di Metro 2033

Al Salone Internazionale del Libro di Torino l'annuncio ufficiale!  Tullio Avoledo scriverá lo spin­off italiano di Metro 2033 
Durante la conferenza stampa annunciata per sabato 14 maggio alle 11.30 presso la Sala Book del Bookstok Village, Tullio Avoledo dará in anteprima i dettagli della sua partecipazione al progetto lanciato a livello internazionale dallo scrittore russo, Dmitry Glukhovsky, quello di Metro Universe.  
UN UNICO MODELLO PER UNIRE SCRITTORI DI PAESI DIVERSI!   
In Metro 2033:  dopo  una  catastrofe  nucleare,  i  sopravvissuti  si  trovano  a  vivere  nelle gallerie della metropolitana di Mosca. Ogni stazione diventa uno stato, lo sfondo perfetto per storie e viaggi avvincenti.  Dopo  essere  stato  d'ispirazione  ad  un  videogioco  (THQ  2010),  ora  le  ambientazioni postapocalittiche  dei  romanzi  di  fantascienza  di Glukhovsky  diventano  un  modello  da internazionalizzare.  Il  giovane  autore  russo  raccoglierà in  un'unica  collana  più  racconti, per  dar  spazio  a  punti  di  vista  di  scrittori  provenienti  da  nazioni  differenti  circa  il  post olocausto nucleare.   Come  si  vive  in  un  mondo  senza  possibilità  di  comunicare  ad  esempio,  dove  non  v'é  fiducia per  il  domani,  dove  non  vi  sono  più  certezze  per  il  futuro  e  le  giovani  generazioni  hanno perso ogni memoria?  Queste le "regole" da rispettare nell'universo di Metro.   Tullio  Avoledo  é  il  primo  autore  italiano  che  ha  deciso  di  aderire  a  questo  modello  di scrittura. Metro  Italia  sarà  pubblicato  entro  l'anno  in  Russia  e,  successivamente,  da Multiplayer.it Edizioni in Italia.  
 SINOSSI  Roma 2033 Una  cittá  morta,  fra  le  cui  rovine  si  aggirano  solo  fantasmi  e  creature  fameliche, inumane. La  Chiesa  cattolica  sopravvive  in  pochi  rifugi  sotterranei  alla  periferia  della capitale.  Il  Nuovo  Vaticano  si  é  insediato  nelle  gallerie  delle  antiche catacombe di  San  Callisto.  Si  tratta  di  una  comunità  di  poche  centinaia  di  abitanti,  senza  la propria  guida  spirituale  e  politica,  governata  da  un  incerto  equilibrio  di  poteri dalla Chiesa e dalla spietata famiglia Morii. John  Daniels,  un  sacerdote  americano  che  si  trovava  a  Roma,  giovane  seminarista,  il giorno  della  distruzione  (o  della  “Tribolazione”,  come  la  chiama  la  Chiesa)  è  l’unico membro  della  Congregazione  per  la  Dottrina  della  Fede,  meglio  nota,  un  tempo,  con  il nome di Santa Inquisizione. John  Daniels,  un  sacerdote  americano  che  si  trovava  a  Roma,  giovane  seminarista,  il giorno  della  distruzione  (o  della  “Tribolazione”,  come  la  chiama  la  Chiesa)  è  l’unico membro  della  Congregazione  per  la  Dottrina  della  Fede,  meglio  nota,  un  tempo,  con  il nome di Santa Inquisizione. All’inizio  del  romanzo  –  in  un’anticipazione  delle  scene  finali    Daniels,  ferito, viene  inseguito  da  alcuni  nemici  per  le  calli  di  Venezia.  Trova  rifugio  in  un  antico pozzo,  e  mentre  attende  che  vengano  a  prenderlo  ricorda  il  modo  in  cui  tutta  la storia ha avuto inizio…  Qualche tempo prima, nel Nuovo Vaticano… Padre  John  Daniels  è  stato  convocato  a  sorpresa  dal  capo  del  Nuovo  Vaticano,  il cardinale  camerlengo  Ferdinando  Albani.  E’  l’ultimo  cardinale  della  Chiesa.  Il Papa  è  probabilmente  morto,  anche  se  nessuno  può  esserne  certo.  Da  allora  la sede  papale  è  vacante.  Il  destino  della  stessa  Chiesa  è  appeso  a  un  filo:  gli equilibri di potere all’interno delle catacombe pendono sempre più a favore della componente  laica  del  Consiglio,  l’organismo  di  governo  locale  cui  appartengono uomini  avidi  e  senza  scrupoli.  E’  proprio  solleticando  il  loro  istinto  predatorio, spiega  Albani  a  padre  Daniels,  che  con  la  promessa  di  recuperare  il  favoloso tesoro  della  basilica  di  San  Marco,  ha  ottenuto  l’autorizzazione  e  i  mezzi  per  una spedizione a Nord, all’antica città di Venezia.  In realtà la missione ha tutt’altro scopo. Albani racconta a Daniels che una recentespedizione ha riportato la notizia di una comunità che vive a Venezia, e della quale farebbe parte il vecchio patriarca della città.Padre Daniels non capisce subito l’importanza della notizia, finché Albani non glispiega che l’unico modo per poter avere di nuovo un Papa è convocare un concilio.Ma per farlo occorre avere almeno un altro cardinale. O un patriarca…La spedizione dovrà riportare indietro l’alto prelato, e i tesori di San Marco: quest’ultimo servirà a tenere a freno il Consiglio. Il destino della Chiesa dipende dalsuccesso della sua missione!

Monday, May 09, 2011

Identità virtuali - Strozzina, Firenze


    

IDENTITÀ VIRTUALI

Giovedì 19 maggio 2011 ore 19.00

Centro di Cultura Contemporanea Strozzina
Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi, Firenze

Artisti: Evan Baden, Christopher Baker, Natalie Bookchin, Robbie Cooper, etoy.CORPORATION, Nicholas Felton, Les liens invisibles, Chris Oakley, Sociable Media Group, Michael Wolf

La mostra indaga come la cultura digitale stia ridefinendo caratteri e confini della nostra identità, sia personale che collettiva. Essere costantemente reperibili e interagire con i telefoni cellulari, condividere pensieri ed esperienze della propria vita tramite i social network sono elementi comuni alla vita della maggior parte delle persone. Nell’odierna società della comunicazione, una persona sembra esistere solo se rintracciabile online e nel costante flusso di informazioni.
Opere e installazioni di artisti internazionali riflettono sul nuovo rapporto tra uomo e tecnologia nel segno delle “identità virtuali” con cui sempre più spesso affrontiamo la realtà, anche senza accorgercene.

Comitato scientifico:
Antonio Glessi, Roberto Simanowski, Franziska Nori, Christiane Feser

Orario mostra:
20 maggio-17 luglio 2011
martedì-domenica 10.00-20.00 / giovedì gratuito 18.00-23.00



Info:
www.strozzina.org
www.palazzostrozzi.org

Tel. +39 055 2645155



VIRTUAL IDENTITIES

Thursday 19 May 2011 at 7 pm

Centre for Contemporary Culture Strozzina
Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi, Firenze

Artists: Evan Baden, Christopher Baker, Natalie Bookchin, Robbie Cooper, etoy.CORPORATION, Nicholas Felton, Les liens invisibles, Chris Oakley, Sociable Media Group, Michael Wolf

This exhibition enquires how digital culture is redefining the characteristics and boundaries of our identity, both personal and collective. Always being available and interacting with smartphones or sharing personal thoughts or experiences through social networks are elements common to the lives of most people today. In today’s communication society, one seems to exist only if traceable online and in the constant flow of information.
Works and installations by international artists trigger a reflection on the new relationship between man and technology under the guise of the “virtual identity” with which we increasingly confront reality, at times without even realizing it.

Scholarly Committee:
Antonio Glessi, Roberto Simanowski, Franziska Nori, Christiane Feser

Exhibition hours:
20 May-17 July 2011
Tuesday-Sunday 10.00-20.00 / free Thursdays 18.00-23.00



Info:
www.strozzina.org
www.palazzostrozzi.org

Tel. +39 055 2645155




   
          

Saturday, May 07, 2011

Da leggere in metropolitana



Metro 2034 di Dmitry Glukhovsky (Multiplayer). Un anno dopo la conclusione dei fatti raccontati in Metro 2033, la narrazione riprende dalla stazione "Sevastopolskaya" della Metropolitana di Mosca. Dopo vent'anni dall'inizio della guerra, il mondo in superficie resta completamente ostile all'homo sapiens. I cittadini della "Sevastopolskaya" hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione "Chertanovskaya". Considerano la loro casa come una specie di "Sparta", addestrando i loro guerrieri così bene da essere temuti dal resto della metropolitana. In più, gli ingegneri della "Sevastopolskaya" sono riusciti a costruire numerose stazioni idroelettriche in grado di utilizzare le correnti sotterranee, rendendole un'inestimabile scorta di elettricità per "Ganza" e il resto della metropolitana moscovita. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c'è un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti di "Sevastopolskaya" possono risolvere: la distanza dal centro. La stazione è situata nella remota periferia della metropolitana di Mosca e le zone settentrionali sono disabitate. E ovviamente per un buon motivo. Infatti, "Tulskaya" è l'unica stazione settentrionale affidabile prima di "Ganza" e, se qualcosa dovesse accaderle, "Sevastopolskaya" perderebbe le munizioni e le provviste necessarie a respingere le orribili creature.

Un etnologo nel metrò di Marc Augé (Eleuthera).