Saturday, November 05, 2011

libro Cripte e incubi di Manuel Cavenaghi

Il cinema horror italiano è un po' come il jazz. Se non c'è qualcuno che ti aiuti ad orientarti in quel mare magnum, è difficile trovare le coordinate per apprezzarlo. Non si sa cosa cercare, quali nomi seguire, quali riferimenti scegliere. E se non si trova la guida giusta si rischia di perdersi per sempre qualcosa di molto interessante, almeno a detta di chi quei riferimenti li conosce.
Per il jazz non saprei consigliare una guida adeguata per iniziarvi alle meraviglie della musica di Miles Davis e di Ornette Coleman. Per il cinema horror italiano invece non ho dubbi e vi consiglio Cripte e incubi. Dizionario del cinema horror italiano di Manuel Cavenaghi (Edizioni Bloodbuster). Scritto con estrema chiarezza da un profondo conoscitore della materia, invita a vagare nei mille labirinti del cinema horror nostrano senza prescrivere alcun tipo di traiettoria precisa. In ogni scheda Cavenaghi dissemina delle parole chiave, degli indizi che spingono il lettore a costruirsi un proprio percorso, seguendo un filone, una poetica, una tendenza. In questo senso è molto più di un dizionario: infatti, oltre ad essere un libro di reference, da tenere su uno degli scaffali d'onore della libreria, è una guida per inventarsi una serie di viaggi in un mondo complesso e stratificato. Un mondo che non è solo appannaggio dei soliti grandi nomi (Argento, Bava, Freda, Fulci...) ma che riserva una serie di sorprese nascoste, da scoprire saltabeccando da una scheda all'altra, seguendo un'idea prefissata o lasciandosi sospingere dal caso, trovando le possibili relazioni tra Majano e Mastrocinque (passando per Franju), in un viaggio sempre diverso e sempre appassionante.
PS:
Il libro comprende anche un saggio di Stefano Di Marino sugli sceneggiati anni '70.

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