Cinque anni fa scrissi con Aurélien Pfeffer il libro Mondi virtuali. Alberto Castelvecchi, lungimirante, capì subito il potenziale degli universi sintetici e accettò subito la proposta. A quel tempo Second Life non era molto nota e puntare su un argomento simile era una scommessa.
Dopodiché, c'è stato il boom di Second Life, sono arrivati altri mondi virtuali, ecc. Non sto qui a dilungarmi. Non è questa la sede per fare una cronistoria.
Riflettevo invece su un altro aspetto, sui cinque anni che sono passati. Ci riflettevo pensando ai mondi virtuali, che sono cambiati tantissimo. Ci sono state e ci sono molte novità, e forse è ora di pensare a un altro libro su quei temi.
Non ho ancora proposto l'idea a un editore, però ho in mente la struttura e il concept del libro.
A questo proposito, lancio un Call for Papers. Per il momento prendo in esame proposte di chi conosce bene uno o più mondi virtuali MENO NOTI (quindi non Second Life o WoW, per intenderci).
Ringrazio tutti coloro che vorranno prendere parte all'iniziativa.
Potete mandarmi un messaggio qui: mario.gerosa@fastwebnet.it
Grazie.
Mario Gerosa
Sunday, September 26, 2010
Saturday, September 18, 2010
Fulvio Fulvi- Poliziotti senza paura. Il cinema di Stelvio Massi
POLIZIOTTI SENZA PAURA
STELVIO MASSI E IL CINEMA D'AZIONE
di Fulvio Fulvi
Edizioni Il Foglio
Collana CINEMA
Pag. 236 - Euro 18,00
Stelvio Massi è stato un grande maestro dei film d’azione, un raffinato artigiano del cinema. Negli anni ‘70 e ‘80 ha fatto divertire e sognare milioni di italiani con film come Squadra volante, Mark il poliziotto, Speed cross, La banda del trucido, Il commissario di ferro, Poliziotto solitudine e rabbia e tanti altri, poliziotteschi e non. Massi si è affermato dopo una lunga e robusta gavetta. Cominciò come aiuto operatore a soli 23 anni appena arrivato a Roma dalla sua città natale, Civitanova Marche, per poi diventare direttore della fotografia, e quindi regista e sceneggiatore di film che hanno visto come protagonisti Tomas Milian, Maurizio Merli, il divo dei fotoromanzi Franco Gasparri, Fabio Testi, John Saxon, Lee J.Cobb, Luc Merenda e altri attori che lui stesso ha scoperto e valorizzato. In questa monografia, la prima a lui interamente dedicata di fronte a un imbarazzante silenzio della “critica ufficiale”, si ripercorre tutta la carriera del cineasta marchigiano seguendo un criterio biografico corredato da approfondite schede dei 30 film che lui ha diretto. Il libro contiene interviste esclusive al figlio Danilo, anch’egli regista, al musicista e compositore Stelvio Cipriani, a Giorgio Albertazzi, John Saxon, Fabio Testi, Stella Gasparri (figlia dell’attore Franco Gasparri), Massimo Mirani e al montatore Mauro Bonanni. La prefazione è del sindaco di Civitanova Marche, dottor Massimo Mobili, che ha voluto rendere omaggio all’illustre concittadino. Le post-fazioni sono di Luca Pallanch e Domenico Monetti, della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e si intitolano, rispettivamente: Stelvio Massi, le strade perdute del cinema italiano e Stelvio Massi, o l’epigonismo di un genere.
Fulvio Fulvi. Giornalista professionista, è nato nel 1958 a San Severino Marche (Mc). Vive e lavora a Milano. Dopo le prime esperienze in una radio privata e varie collaborazioni come free-lance, è stato redattore dei quotidiani Il Messaggero, Il Centro, Il Mattino dell’Alto Adige, Avvenire e dei mensili Bell’Italia e Condé Nast Traveller dove ha ricoperto il ruolo di caposervizio. Ha lavorato per il settimanale Di Tutto con mansioni di caporedattore occupandosi soprattutto di cronaca e spettacoli. Collabora con il sito di attualità cinematografiche doppioschermo.it. È appassionato di cinema (ama in particolare i film gialli e noir), letteratura, musica ed enogastronomia (ha partecipato con successo a gare nazionali di cucina riservate a giornalisti).
STELVIO MASSI E IL CINEMA D'AZIONE
di Fulvio Fulvi
Edizioni Il Foglio
Collana CINEMA
Pag. 236 - Euro 18,00
Stelvio Massi è stato un grande maestro dei film d’azione, un raffinato artigiano del cinema. Negli anni ‘70 e ‘80 ha fatto divertire e sognare milioni di italiani con film come Squadra volante, Mark il poliziotto, Speed cross, La banda del trucido, Il commissario di ferro, Poliziotto solitudine e rabbia e tanti altri, poliziotteschi e non. Massi si è affermato dopo una lunga e robusta gavetta. Cominciò come aiuto operatore a soli 23 anni appena arrivato a Roma dalla sua città natale, Civitanova Marche, per poi diventare direttore della fotografia, e quindi regista e sceneggiatore di film che hanno visto come protagonisti Tomas Milian, Maurizio Merli, il divo dei fotoromanzi Franco Gasparri, Fabio Testi, John Saxon, Lee J.Cobb, Luc Merenda e altri attori che lui stesso ha scoperto e valorizzato. In questa monografia, la prima a lui interamente dedicata di fronte a un imbarazzante silenzio della “critica ufficiale”, si ripercorre tutta la carriera del cineasta marchigiano seguendo un criterio biografico corredato da approfondite schede dei 30 film che lui ha diretto. Il libro contiene interviste esclusive al figlio Danilo, anch’egli regista, al musicista e compositore Stelvio Cipriani, a Giorgio Albertazzi, John Saxon, Fabio Testi, Stella Gasparri (figlia dell’attore Franco Gasparri), Massimo Mirani e al montatore Mauro Bonanni. La prefazione è del sindaco di Civitanova Marche, dottor Massimo Mobili, che ha voluto rendere omaggio all’illustre concittadino. Le post-fazioni sono di Luca Pallanch e Domenico Monetti, della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e si intitolano, rispettivamente: Stelvio Massi, le strade perdute del cinema italiano e Stelvio Massi, o l’epigonismo di un genere.
Fulvio Fulvi. Giornalista professionista, è nato nel 1958 a San Severino Marche (Mc). Vive e lavora a Milano. Dopo le prime esperienze in una radio privata e varie collaborazioni come free-lance, è stato redattore dei quotidiani Il Messaggero, Il Centro, Il Mattino dell’Alto Adige, Avvenire e dei mensili Bell’Italia e Condé Nast Traveller dove ha ricoperto il ruolo di caposervizio. Ha lavorato per il settimanale Di Tutto con mansioni di caporedattore occupandosi soprattutto di cronaca e spettacoli. Collabora con il sito di attualità cinematografiche doppioschermo.it. È appassionato di cinema (ama in particolare i film gialli e noir), letteratura, musica ed enogastronomia (ha partecipato con successo a gare nazionali di cucina riservate a giornalisti).
Friday, September 03, 2010
Marco Giusti pubblica 007 all'italiana
007 all'italiana. Dizionario del cinema spionistico italiano con tutte le locandine più belle
Marco Giusti
302 pagine PAGINE | 35 EURO
Data di uscita: 2 settembre 2019
ISBN: 9788876381874
Data di uscita: 2 settembre 2019
ISBN: 9788876381874
Un genere dimenticato, analizzato da uno dei maggiori giornalisti cinematografici italiani.
«Due anni fa ho intervistato per Stracult, una serie di registi, produttori, sceneggiatori e attori legati agli 077 e 3S3 e ho capito che il fenomeno non fu affatto marginale. […] Così ho cercato di raccontare le loro storie, i loro film, i loro personaggi, i loro sogni. Quello che è stato fatto allora con cura e passione per un genere che per troppo tempo è stato maltrattato e sottostimato. Non ha avuto la follia e la complessità del western, ma ha avuto una sua forza, anche rivoluzionaria e, decisamente, un suo stile.»
«Due anni fa ho intervistato per Stracult, una serie di registi, produttori, sceneggiatori e attori legati agli 077 e 3S3 e ho capito che il fenomeno non fu affatto marginale. […] Così ho cercato di raccontare le loro storie, i loro film, i loro personaggi, i loro sogni. Quello che è stato fatto allora con cura e passione per un genere che per troppo tempo è stato maltrattato e sottostimato. Non ha avuto la follia e la complessità del western, ma ha avuto una sua forza, anche rivoluzionaria e, decisamente, un suo stile.»
Fra tutti i generi del cinema popolare del nostro paese, quello degli «007 all’italiana» è forse il meno analizzato dai cinefili. Centinaia di film ispirati alla nota saga bondiana, che durante gli anni sessanta hanno animato il nostro cinema, svanendo rapidamente sotto il peso dello spaghetti western e del trionfo delle produzioni americane. Dietro la macchina da presa, registi del calibro di Sergio Sollima, Alberto De Martino, Umberto Lenzi, Sergio Greco, Nick Nostro, Gianfranco Parolini hanno dato vita a una sfilza infinita di 077, 008, 009, Z7, e via dicendo: spie per tutti i gusti e tutte le missioni, da New York a Parigi, passando per Istanbul, Beirut, Ibiza e Marbella. Con loro, una serie di ragazze belle, pericolose e poco vestite, da conquistare – se possibile – senza rimetterci la pelle. E ovviamente i nemici da eliminare, con tutto il loro carico di armi nucleari nascoste, laser ultrapotenti, microfilm segreti e scienziati rapiti. Marco Giusti ripercorre – grazie anche a una serie di incredibili immagini e manifesti originali – questo fantastico immaginario pop, fatto di «film costruiti in pochi mesi, scritti in poche settimane», con «costi minimi, troupe ridottissime, affari sicuri». Un pezzo importante della storia del cinema italiano, folle, creativo e ricco di idee originali: da riscoprire e rivalutare.
Marco Giusti è autore televisivo, regista e giornalista. Esperto di cinema e pubblicità, ha ideato numerosi programmi, tra cui Blob e Stracult. Collabora con Il Manifesto e L’Espresso. Ha pubblicato, tra gli altri, Moana ( Mondadori, 2004) e Dizionario del Western all’italiana ( Mondadori, 2007)
Subscribe to:
Posts (Atom)

