Presentazione del film
VolaVola di Berardo Carboni:
90 minuti
interamente girati in Second Life!
90 minuti
interamente girati in Second Life!
27 Ottobre Anteprima per la stampa
ore 10:00 Casa del Cinema Roma
ore 11:00 Cites des Sciences Parigi
ore 11:45 Dorkbot, Odissey, Second Life
2 Novembre Première alla Géode di Parigi, anteprima mondiale,
2 Novembre Première alla Géode di Parigi, anteprima mondiale,
ore 20:40 al festival Atopic nell’avveniristica cupola della Villette,
sarà presentato il film di Berardo Carboni
integralmente girato nel mondo virtuale di Second Life
VolaVola, il lungometraggio girato da Berardo Carboni nel mondo virtuale di Second Life e con la collaborazione produttiva di Arnaldo Guido, verrà presentato in anteprima mondiale il 2 novembre 2009 a Parigi, alla Géode, nel Parc de la Villette. All’evento, momento centrale del festival Atopic diretto da Margherita Balzerani, parteciperà Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e della Comunicazione.
Per l’anteprima è stata scelta una struttura molto particolare e avveniristica: la gigantesca cupola della Géode, che vanta un cinema da 400 posti con uno schermo emisferico di 1000 metri quadri di superficie e 26 metri di diametro.
Durante la conferenza stampa sarà annunciata la produzione del film con attori reali, infatti questo lungometraggio d’animazione fa parte dell’opera cinematografica definitiva.
Vola Vola animato è lo storyboard del film coprodotto da Cinesicilia e Isabella Arnaud.
VolaVola è un film innovativo: infatti per la prima volta è stata utilizzata la tecnica del machinima per realizzare un lungometraggio con impianto narrativo tradizionale.
Con VolaVola Berardo Carboni ha dimostrato che con questa tecnica si può raccontare qualsiasi tipo di storia, sfuggendo alle maglie delle narrazioni incentrate sulle stranezze e sulle bizzarrie dei mondi virtuali.
La trama di VolaVola è quella di un film classico. Il regista, pur tenendo conto delle peculiarità di Second Life e del machinima, è riuscito a esprimere pienamente il suo stile, senza sacrificare alla tecnologia i valori drammatici ed emozionali che contraddistinguono il suo lavoro.
Come ha scritto lo scrittore Bruce Sterling dopo aver visto le prime immagini del film, “questo mashup di machinima e Second Life – pensato come un film a soggetto- è veramente disorientante. Ed è un prodotto italiano. Pare che al video stia accadendo qualcosa di grande e di forte”.
Vola Vola è stato realizzato da una crew internazionale, ha beneficiato dell’apporto di competenze tecniche specifiche di alcuni dei maggiori esperti delle tecnologie applicate al machinima, i quali hanno lavorato per mesi a stretto contatto nel mondo virtuale ma dislocati in diversi continenti nella realtà fisica.
Come spiega Berardo Carboni, il regista di VolaVola, “con questo film si apre una breccia nel mondo dell’animazione. Si inaugura una nuova strada, un nuovo genere, che non è cinema dal vero ma neanche animazione, è una sorta di teatro di burattini virtuale in un contesto interattivo il cui stage, grazie alla Rete, è il mondo intero. Il fatto che personaggi e scene sono preesistenti e reperibili nel web riduce enormemente i costi di lavorazione.
Questo tipo di cinema è destinato ad avere successo anche per questo, perché è interattivo ed è economico”.
La trama
VolaVola è una storia corale nella quale si intrecciano stili di vita, sentimenti e visioni del mondo di tre diverse generazioni.
Nel corso del racconto le vicende dei personaggi, all’inizio apparentemente slegate, si intersecano fino a svelare i rapporti esistenti tra i protagonisti, membri di un’unica famiglia.
Le tre coppie centrali sono formate da Ugo e Francesca, Annalisa e Carlo, Matteo e Sofia.
Ugo e Francesca, cresciuti in un mondo ormai lontano, in cui i media non avevano un ruolo centrale nella formazione delle coscienze e nella definizione dei bisogni, vivono il presente spaesati, pervasi da un profondo senso di nostalgia e alla costante ricerca di un nuovo equilibro e di una nuova armonia, elementi persi forse in modo irreversibile.
Annalisa e Carlo sono invece cresciuti nella società dello spettacolo e sentono la necessità di farne parte, di essere per sempre belli e famosi come nelle soap. Annalisa è una giornalista stimata ma non più giovane, non riesce ad accettare l’idea del tempo che passa e che inevitabilmente lascia segni sul suo corpo; Carlo è più giovane ma non ancora affermato e ha la sua ambizione: i due hanno bisogno l’uno dell’altra ma incomprensioni, egoismi e smania di successo creano una miscela esplosiva che trascina la loro storia in una spirale di crescente follia.
Matteo e Sofia stanno crescendo adesso, nell’era di internet, si sentono distanti dai modelli del passato, esprimono le proprie identità con strumenti nuovi, il loro è un futuro tanto pieno di speranze quanto di incertezze, perché è difficile ordinare i propri sogni senza modelli e punti di riferimento. La loro vicenda resta sospesa in un clima onirico e si conclude in un intervallo spazio-temporale non più lineare, come succede sempre nei sogni, nei miti e negli istanti di felicità pura.
Il film in machinima.
Il film, che dura 90 minuti, è costato 130.000 euro, budget dunque molto ridotto rispetto a quello destinato alla realizzazione di un film d’animazione tradizionale, che può impegnare fino a molti milioni di euro.
Protagonisti di VolaVola sono degli avatar, ovvero dei personaggi virtuali che esistono solo in Second Life, a eccezione di Ugo, il cui avatar è stato attoreggiato a immagine dell’attore Alessandro Haber .
Tra gli attori virtuali, ci sono anche avatar già noti all’universo sintetico come Aimee Weber, una delle più famose creatrici di contenuti del mondo virtuale di Second Life, che partecipa al film recitando se stessa ed è stata doppiata da Sabrina Impacciatore.





