Thursday, April 30, 2009

Postinterface


Postinterface - L’evoluzione connettiva e la diffusione del pensiero plurale
Un libro di Mario Savini - prefazione di Franco Speroni

EDIZIONI PLUS - Pisa University Press
www.edizioniplus.it

Il libro

Può l’infosnacking essere un metodo per ragionare sulle trasformazioni paradigmatiche che stiamo vivendo? Questo libro, dedicato al superamento delle interfacce che finora abbiamo conosciuto, è una proposta in tale direzione, attraverso una tag cloud che funziona come un’esperienza cognitiva nata dall’interno della Rete.
Si parte dalla copertina dove un codice interattivo consente tramite un telefono cellulare l’accesso al sito Internet di Postinterface (www.postinterface.com), per proseguire con la descrizione di azioni Critical mass, E-learning, creatività Hacking e arte relazionale. Attraverso questo nomadismo mediatico, il libro configura un habitat comunicativo mobile, caratterizzato da un sistema mediale aperto dove soggetti sociali dalle appartenenze fluide riutilizzano in maniera performativa i media, riproponendo comportamenti estetici che richiamano l’artista bricoleur delle avanguardie. Come spilli segnaletici, gli argomenti che si susseguono e che strutturano il libro, coprono alcune delle principali superfici della nuova morfologia sociale, luogo simbolico del movimento dove la partecipazione diventa attivismo concreto.

Nel testo, interviste a: Luigi Bianchi, Luca Chittaro, Derrick de Kerckhove e Mario Gerosa.


La casa editrice

La casa editrice PLUS della prestigiosa Università di Pisa, nata per valorizzare e diffondere opportunamente i migliori risultati delle numerose attività di ricerca, rivolge una particolare attenzione al settore multimediale. Dal 2005 le edizioni PLUS sono entrate a far parte, in qualità di membro internazionale, nella AAUP (Association of American University Press), l’importante rete culturale che riunisce le più autorevoli University Presses del mondo, come Cambridge, Oxford, Yale, Harvard e il MIT di Boston. Grazie all’elevato valore scientifico dei titoli in catalogo e dei progetti editoriali sostenuti nei sei anni di attività, la PLUS è stata la prima University Press italiana a raggiungere questo ambizioso traguardo.

L’autore

Mario Savini insegna “Net Art” e “Cultura digitale” all’Accademia di Belle Arti di Macerata e “Applicazioni digitali per l’arte” all’Accademia di Belle Arti di Catania. I suoi interessi riguardano gli aspetti sociali legati ai New Media e le relazioni tra cultura visiva contemporanea e nuove tecnologie. Collabora a Il Sole 24 Ore – CentroNord. È direttore responsabile della rivista d’arte contemporanea Extrart.

Franco Speroni insegna Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Firenze e Sociologia delle arti e della moda presso la facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma. Si occupa di cultura visiva e in particolare delle relazioni tra arte e industria culturale nelle varie forme che questo rapporto è andato acquisendo nel passaggio dalla società dello spettacolo a quella dell'informazione. Il suo metodo d'indagine focalizza il senso proprio degli artefatti nella loro fruizione e nel loro consumo. Tra le sue pubblicazioni: La Rovina in scena. Per un'estetica della comunicazione (Meltemi, 2002); Sotto il nostro sguardo. Per una lettura mediale dell'opera d'arte (costa & nolan 2005). Ultimamente si sta occupando delle componenti estetiche dei Social Network, seguendo in particolare lo sviluppo della piattaforma Solstizio.


Blofeld

Monday, April 20, 2009

The Avengers

Sul Corriere della Sera si parla di SL

Nell'inserto Economia del Corriere della Sera di oggi c'è un articolo di Carlo Formenti in cui si delineano le prospettive future di Second Life. Si nota come SL non sia da considerare un fenomeno mainstream, ma piuttosto come un importante laboratorio di sperimentazione per creatori di nuove culture, oltre ad essere un valido strumento professionale.

Friday, April 17, 2009

Umanità accresciuta?


Ho appena letto Umanità accresciuta. Come la tecnologia ci sta cambiando (Laterza), il nuovo libro di Giuseppe Granieri, che aspettavo come una volta aspettavo il nuovo disco dei Ramones o dei Pink Floyd.
E' un libro interessante, di quelli che fanno il punto sulla situazione e ti aiutano a riflettere, a porti delle domande su quello che sta succedendo.
La cosa che più mi ha colpito è la ricorrenza di parole che suggeriscono, se ho ben capito, un'idea di positività, se non di fiducia. Le parole chiave che mi sono rimaste più impresse sono "accelerazione" (proposta proprio come elemento cardine in quarta di copertina), "velocità", e, ovviamente, l'idea di "accrescimento". In due casi su tre ricorre il suffisso "ad", che riporta a un'idea di percorso preciso, unidirezionale, sicuro, verso una meta certa.
E qui non mi ritrovo più. Credo che nel dibattito odierno sui mondi virtuali (o metaforici che dir si voglia) e sulle culture dei social network, sia difficile parlare di direzioni univoche o definite e di accrescimenti di vario genere. Più che accrescersi o accelerare, mi pare che nella doppia vita vissuta tra la rete e il mondo "vero" si stia fermi, non si vada da nessuna parte, soprattutto ai tempi di Facebook. Intendo dire che non si aggiunge ma si cambia, si trasforma. Più che di accrescimento, credo si debba parlare di scomposizione e di ricombinazione: nella Golden Age di Second Life, nel glorioso 2007, ci si sdoppiava o al massimo ci si triplicava; adesso siamo tutti diventati come delle incarnazioni del "gioco del 15" o come dei cubi di Rubik in carne, ossa ed emozioni, dove cambiamo continuamente, come la donna di Total Recall col volto scomponibile.
Nei giorni dei social network, giorni di parodie, ancor più che di metafore, alla spinta verso un obiettivo, al viaggio unidirezionale, si preferisce la ricomposizione di vari elementi, che danno vita a innumeri variazioni sul tema della collezione, la vera star del 2009.
in SL collezionavano noi stessi, in FB collezioniamo noi stessi, collezioniamo gli amici-figurine e siamo collezionati dagli altri, sperando magari di essere lo scudetto di qualcuno. E' un gioco reciproco di collezioni di identità, che aumenta i rapporti e le combinazioni possibili, senza necessariamente accrescerle.
Nel suo libro Granieri parla anche di culture locali, facendo riferimento perlopiù a quelle sviluppate in Second Life. E' un discorso interessante. Però anche qui prediligo un approccio che tenga conto delle contaminazioni, delle ibridazioni, delle ricombinazioni, considerando sempre i viaggi nella rete come viaggi di andata e ritorno. La cultura neko o cyber prese per loro stesse non sono più interessanti della cultura dei figuranti del Carnevale di Venezia, lo diventano nel gioco infinito di contaminazioni fortemente emozionali tra mondo "vero" e "virtuale", tra dentro e fuori, tra cultura alta e bassa. La forza c'è proprio nel momento dell'impatto tra le culture consolidate e quelle di serie B o Z (come è successo con la mostra Rinascimento virtuale - scusate l'autocitazione). Quindi, il lifestyle interno a SL mi interessa se sul tavolo ho anche Vogue e i libri di Valerie Steele. Le culture autoctone della rete viste da sole non decollano, a mio modesto avviso. Se confrontate con le culture alte, diventano dirompenti.
Ultima osservazione, sulla velocità. Senza tirare in ballo il digital divide, noto quotidianamente che c'è una distonia tra la velocità innescata in rete e quella che segue nel mondo vero. Esempio banale: ordino un libro su Amazon in 3 minuti, e poi per averlo devo aspettare un mese (se non uso il corriere a ogni pie' sospinto). E questa doppia velocità non riguarda solo i pacchi, concerne anche le emozioni, fatte esplodere rapidamente in chat e poi trattenute una volta passati dall'altra parte del mondo.
Ma qui rischiamo veramente di allontanarci dal seminato. Meglio stare bene aggrappati a una sola direzione, a quell' "ad" semi-invisibile che aleggia in tutto il libro e dà una sensazione di moderata fiducia in un'umanità in tono maggiore che, tuttavia, spesso vive in un mondo in sl minore.


Thursday, April 16, 2009

Hub creativo al Creaticity Gate


Giovedì 16 aprile dalle 18,30 alle 22,30 nel nuovo laboratorio della sperimentazione culturale e industriale CreativiCityGate in via Pasubio 14 a Milano si svolgerà il duplice evento della consegna da parte del Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati del premio "Imprese Creative e Innovative 2008" alle aziende che si sono distinte per l'innovazione dei loro prodotti o servizi e la presentazione delle realizzazioni dei tre staff dell' Hub Creativo, che hanno creato tre interpretazioni originali degli spazi dell'Hub Crerativo di via Soderini, all'interno dei Cantieri del Nuovo ( http://www.cantieredelnuovo.it ).

Nella sera si alterneranno i gruppi di Mila Tatham e Rodroguez Imako (staff 1), di Paolino Szczepanski, Geordie Robbiani, Magen1 Oh, Fiona Saiman e Lisa Tebaldi (staff 2), di Giovanna Delphin, Dixit Writer e Merlino Mayo (staff 3).

Ogni staff ha realizzato installazioni e architetture originali di grande interesse, che verranno visitate nel corso della serata.

2lifecast curerà la diretta dell'evento al Creaticity Gate, che si potrà seguire sul blog del progetto, Hub Creativo Builder Diary, e proietterà live le iniziative degli staff sul grande schermo.

Il programma sarà disponibile da giovedì sera sul blog, che seguirà tutta la serata.
Ma il progetto non si conclude qui. Builder Diary proseguirà la sua attività di promoter della creatività di architetti e builder e di "Stargate" fra ambienti immersivi e mondo reale.

Come è stata definita una prima roadmap in Second Life per la promozione del progetto, così ora si stanno organizzando in diversi Public Place cittadini incontri periodici con i builder e i creativi di Builder Diary, con un programma di incontro-confronto fra designer, architetti e creativi al di la e al di qua dello schermo.

Per ogni notizia e informazione: www.crosscreative.org/builderdiary

Hub Creativo:
Creativicity Gate
Via Pasubio 14 Milano
ore 18,30


Adpocalypse, 2lifecast:
http://slurl.com/secondlife/Adpocalypse/107/141/34

Saturday, April 11, 2009

Un libro su Robert Rodriguez




Nel 1992 la Columbia Pictures presentava al mondo un giovane regista di ventitré anni che aveva realizzato, da solo e con appena 7000 dollari, uno dei film indipendenti di maggior successo di sempre: El Mariachi. Da quel momento Robert Rodriguez ha saputo crearsi con originalità ed energia un posto nel cinema contemporaneo e intere schiere di appassionati dei suoi film. A torto considerato solo uno dei tanti epigoni del suo amico fraterno Quentin Tarantino, Rodriguez è un filmaker completo, capace di farsi carico di tutte le fasi di realizzazione dei suoi film. Pioniere nell'uso del digitale e dell'alta definizione, il regista texano ha realizzato finora dodici film, da Desperado a Dal Tramonto all'Alba, dalla serie degli Spy Kids fino a Sin City e Planet Terror. Questa monografia, la prima in assoluto a lui dedicata, vuole essere uno sguardo più approfondito all'opera di un regista che, all'interno del cinema di genere, sa essere ad ottimi livelli sia autore che artigiano, sempre pronto a spingere i propri limiti più in là, verso nuove sfide, tematiche e tecniche, che gli permettano di rivisitare i classici con furore postmoderno, regalando al pubblico esperienze sempre degne e diverse.

Il cinema di Robert Rodriguez di Fabio Migneco
Edizioni Il Foglio- Pag. 220 - Euro 18