played in Italy

considerations of an italian videogamer travelling in virtual worlds

Sunday, July 12, 2009

Gli utenti come committenti

In questi anni, come sappiamo, si è parla molto di culture generate dal basso. Si è scritto molto sulle persone che si scoprono un talento per un certo tipo di arte o di forma espressiva e che, grazie ai social network e ai mondi virtuali, riescono a presentare a una platea planetaria gli esiti delle loro ricerche. Questo è parte del web 2.0
Penso che però sarebbe interessante sviluppare queste potenzialità anche in un altro senso, proponendo a questi creativi di agire non da artisti ma da “influencers”.
Intendo dire che queste persone, oltre a creare personalmente delle opere d’arte o dei romanzi potrebbero dare indicazioni utili a chi opera già professionalmente.
Per esempio, oltre a inventarsi una fan fiction che racconta un momento della vita di un personaggio di un romanzo o del protagonista di una serie tv, ci si organizza e si chiede allo scrittore o al regista di turno di creare quel tipo di sviluppo o di spin off.
Finora l’industria della cultura e dello spettacolo hanno cercato di intuire i gusti dei lettori e degli spettatori, aiutandosi con inchieste e sondaggi.
Mi piacerebbe che lo stimolo a creare qualcosa arrivasse dal basso, in modo che gli utenti, dopo essersi cimentati come protagonisti, diventassero committenti.
Le masse di utenti e consumatori, organizzate grazie agli strumenti offerti dal web, diventano propositivi e suggeriscono cosa vorrebbero vedere e leggere, che si tratti di una nuova storia di Tex con Mefisto o di un nuovo film di James Bond con il Numero 1 della Spectre.
Recentemente ho varato il progetto Lives on Demand basato sulla creazione di personaggi immaginari a richiesta. Credo che ora quel progetto potrebbe evolversi e trasformarsi in questo senso, come agenzia che raccoglie le richieste di fan e artisti e le sottopone a case editrici e a case di produzione. E’ una specie di operazione di marketing a rovescio, generata dal basso, dove si toglie un po’ di potere decisionale all’artista demiurgo, avvicinandolo alla dimensione di artigiano, ma dove il pubblico diventa finalmente protagonista e soprattutto committente.

2 Comments:

Blogger Salvatore D'Agostino said...

Mario Gerosa,
forse ribalterebbe l’idea bislacca di alcuni editori/autori che la cultura popolare necessità spesso di amenità.
Credo che l’iniziativa meriti la giusta attenzione.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

11:08 AM  
Blogger Pietro said...

Sarei lieto che mi si dicesse dove sta il mio amico mentale Donchì. E' sparito l'11 settembre 2001. Ne parlo sul post del 26 maggio 2006.
http://pibond.blogspot.com/search/label/Donchì

10:17 AM  

Post a Comment

<< Home