In questi anni, come sappiamo, si è parla molto di culture generate dal basso. Si è scritto molto sulle persone che si scoprono un talento per un certo tipo di arte o di forma espressiva e che, grazie ai social network e ai mondi virtuali, riescono a presentare a una platea planetaria gli esiti delle loro ricerche. Questo è parte del web 2.0
Penso che però sarebbe interessante sviluppare queste potenzialità anche in un altro senso, proponendo a questi creativi di agire non da artisti ma da “influencers”.
Intendo dire che queste persone, oltre a creare personalmente delle opere d’arte o dei romanzi potrebbero dare indicazioni utili a chi opera già professionalmente.
Per esempio, oltre a inventarsi una fan fiction che racconta un momento della vita di un personaggio di un romanzo o del protagonista di una serie tv, ci si organizza e si chiede allo scrittore o al regista di turno di creare quel tipo di sviluppo o di spin off.
Finora l’industria della cultura e dello spettacolo hanno cercato di intuire i gusti dei lettori e degli spettatori, aiutandosi con inchieste e sondaggi.
Mi piacerebbe che lo stimolo a creare qualcosa arrivasse dal basso, in modo che gli utenti, dopo essersi cimentati come protagonisti, diventassero committenti.
Le masse di utenti e consumatori, organizzate grazie agli strumenti offerti dal web, diventano propositivi e suggeriscono cosa vorrebbero vedere e leggere, che si tratti di una nuova storia di Tex con Mefisto o di un nuovo film di James Bond con il Numero 1 della Spectre.
Recentemente ho varato il progetto Lives on Demand basato sulla creazione di personaggi immaginari a richiesta. Credo che ora quel progetto potrebbe evolversi e trasformarsi in questo senso, come agenzia che raccoglie le richieste di fan e artisti e le sottopone a case editrici e a case di produzione. E’ una specie di operazione di marketing a rovescio, generata dal basso, dove si toglie un po’ di potere decisionale all’artista demiurgo, avvicinandolo alla dimensione di artigiano, ma dove il pubblico diventa finalmente protagonista e soprattutto committente.
Mario Gerosa,
ReplyDeleteforse ribalterebbe l’idea bislacca di alcuni editori/autori che la cultura popolare necessità spesso di amenità.
Credo che l’iniziativa meriti la giusta attenzione.
Saluti,
Salvatore D’Agostino
Sarei lieto che mi si dicesse dove sta il mio amico mentale Donchì. E' sparito l'11 settembre 2001. Ne parlo sul post del 26 maggio 2006.
ReplyDeletehttp://pibond.blogspot.com/search/label/Donchì