Monday, May 26, 2008

Petizione per un remake del Segno del comando


Mi piace la televisione. Anzi mi piace molto. Adoro gli sceneggiati degli anni '70. E tra i miei preferiti c'è Il segno del comando, un capolavoro, con un grande Ugo Pagliai. In questo periodo di remake, non mi dispiacerebbe affatto se facessero un bel remake (sarebbe il secondo) del Segno del comando.
Chissà, io la butto lì. Magari qualcuno passa di qui, legge questo post e la voce gira. Ne riparliamo fra un paio d'anni.

PS:
questo post non c'entra niente col virtuale. inutile cercare legami che non ci sono. Semplicemente, mi piace tanto Il segno del comando, come mi piacciono il Parmigiano reggiano o la Nutella.


Saturday, May 24, 2008

Rinascimento virtuale, the exhibition - Florence, from OCT 23, 2008

How Frank became a Jack



My friend Toko Voom created a beautiful set of playing cards with SL characters. And this is how Frank became a Jack.
Hit the road Frank!


Gradi di virtualizzazione

Vi propongo questa mia riflessione sui gradi di virtualizzazione, appena pubblicata su Exibart, a pag.4


A MONDO MIO.
Qualche settimana fa in Second Life qualcuno mi ferma e mi dice: "Ehi,
ho visto un avatar che respirava, sai dove si compra quell’animazione?".
Provo a chiedere in giro, a un paio di persone informate.
Nessuno ne sa niente. Lascio perdere, non do peso alla cosa. Però mi
rimane il dubbio: sarà vero o sarà uno scherzo? Chissà.
Fin qui siamo nell’ambito delle leggende metropolitane virtuali. E si può
anche soprassedere. Ma quando cominciano a dirti: "Hai visto quella
sim fatta così e così?", oppure, "Ti è piaciuta quell’installazione, sì quella
nuova, quella che fa questo e quello?". Se l’hai vista, va
tutto bene. Se non l’hai vista possono succedere due cose:
ti danno un landmark o la trovi con il search, oppure non la
trovi. E se non la trovi sei di nuovo davanti a un bivio: o pensi
che ti hanno preso in giro, o consideri la possibilità dell’opera
d’arte totalmente virtuale.
Credo che ci siano differenti gradi di virtualizzazione: al livello
di base c’è l’opera d’arte o l’installazione creata all’interno
di un mondo virtuale. Ma non per questo è necessariamente un’opera
virtuale: potrebbe essere un’installazione che esiste nel mondo vero
riprodotta in un mondo sintetico, oppure potrebbe essere la prova di
un’installazione che ancora non esiste nella realtà, ma che potrebbe
esserci in futuro.
Poi ci sono opere un po’ più virtuali, più fantasiose e bizzarre, che
riesce difficile pensare al di fuori di Second Life. E qui siamo già a un
livello più elevato di virtualizzazione.
Ma quando si parla di un’installazione che potrebbe essere in Second
Life, che è stata vista da qualcuno, magari solo su YouTube, che si dice
essere riposta nell’inventario di qualcun altro, che però rimane evanescente,
come una chimera, allora siamo ad un livello superiore di virtualizzazione,
assai più complesso.
Certo, si può affermare che un’operazione di questo tipo si
può effettuare anche nella realtà. Teoricamente ci si può
inventare un’opera d’arte inesistente, crearle attorno una
buona comunicazione, diffondere la notizia, costruire un
alone di pseudo-verità, e giocando bene le proprie carte, si
può rasentare il confine del concettuale. In ogni caso la virtualit
à di questa operazione non è omogenea al contesto,
quello della realtà, con cui stride.
Invece, se mi invento un’installazione totalmente inesistente
all’interno di un mondo virtuale, mi posso appoggiare a
un contesto assai più favorevole.
In un mondo come Second Life molte opere d’arte, a partire
dai ritratti degli avatar, esistono in virtù dei commenti
della gente. Ogni opera d’arte generata in un social network,
sia essa installazione, ritratto o performance, è un’opera
partecipata, dove hanno grande peso i commenti e i pettegolezzi
del mondo virtuale, che spesso è molto più paese, più provincia, che
mondo.
Le opere d’arte in SL prendono forma e assumono consistenza nelle
parole della gente; paradossalmente da quelle parti se non si parla di
una cosa, quella cosa non esiste; la legittimazione del verosimile in SL
non è data dalla sospensione dell’incredulità ma dal quorum di commenti
dei residenti.
E allora operazioni di questo genere, che estremizzano il concettuale,
appaiono quanto mai in sintonia con gli universi sintetici.
In Second Life il vero virtuale, quello di domani, potrebbe
essere davvero un semplice accenno, un’impressione fugace,
un ricordo sbiadito di cui non si è così sicuri. Basta che qualcuno
confermi, magari con un robusto passaparola.
A proposito, avete visto quell’installazione con l’orologio? No, non la
clessidra, quella con l’ingranaggio. Almeno, mi pare che avesse un
ingranaggio. O forse era una clessidra. Non ricordo. Ma forse mi
sbaglio.

Monday, May 12, 2008

Incontro con Max Gazzé


Per festeggiare l'apertura del nuovo Circolo Nautico Windagua e delle 4 lands acquatiche in Second Life è stato invitato un personaggio d'eccezione:

MAX GAZZE' ospite del "Mark Hanna Show"
martedì 13 maggio alle ore 21,30.



Si parlerà di musica e si ascolterà la sua, ma intanto indagheremo sul "pensiero" di Max, quel suo modo di intendere la vita e la natura che lo rende prima ancora di valido musicista, uomo straordinario.

Ascoltatelo e incontratelo attraverso le domande che potrete porre allo 06-90400036 (prenotazioni a partire dalle ore 21) e in diretta a mezzo IM a Attilio Meili oppure via e-mail a diretta@radioimago.net

Per raggiungere le isole di Imagua: http://slurl.com/secondlife/RADIO%20IMAGO/223/118/26

Il mio libro su Second Life è nella biblioteca di Beppe Grillo (secondo scaffale dal basso)

Saturday, May 10, 2008

La terza dimensione - Pavia 16 maggio 2008

La terza dimensione.

Arte contemporanea, mondi virtuali e social network

Giornata di studio a cura di Mario Gerosa e Giampiero Moioli

con il coordinamento di Francesca Porreca

Venerdì 16 maggio 2008, ore 9.30 – 13.30

Sala conferenze dei Musei Civici di Pavia

La giornata di studio sarà dedicata ad approfondire il rapporto - attualissimo - tra le arti e la realtà virtuale, attraverso una riflessione a più voci sull'originale utilizzo dei nuovi media e delle nuove tecnologie da parte di una creatività artistica che sembra diventare sempre più effimera ma che non per questo perde di valore, acquisendo invece maggiore libertà espressiva. Ciò che viene esaltato è la condivisione, la dimensione interattiva e le possibilità di un cambiamento potenzialmente infinito come esito del confronto delle proprie proposte all’interno delle varie community.

Quali sono le origini dell’arte virtuale? Quali le prime sperimentazioni delle nuove tecnologie in campo artistico? Qual è lo stato dell’arte nell’affascinante e controverso mondo di Second Life? Esiste un mercato per queste opere virtuali? In che modo gli artisti creano, agiscono e interagiscono nel mondo virtuale? È praticabile la possibilità di utilizzare Second Life in un’ottica di marketing, per promuovere le specificità di un territorio reale?

Queste saranno le principali questioni al centro del convegno, che vedrà la presenza come relatori di Paolo Campiglio, Giancarlo Realini, Rachele Ferrario, Mario Gerosa, Pierluigi Casolari, Francesca Porreca, Giampiero Moioli (Albertini e Moioli), Marco Cadioli, Cristiana Campanini, Serena Zonca e Mirko Lalli.

PROGRAMMA

Ore 9.30 - Introduzione di Susanna Zatti, Direttore dei Musei Civici di Pavia

RELAZIONI

Paolo Campiglio, storico dell’ arte, insegna Storia dell’ arte contemporanea

all’ Università degli Studi di Pavia.

Negli anni sessanta, nell'ambito di una riflessione generale sul rapporto tra arte e tecnologia, per la prima volta la critica d'arte si interroga sul significato dei media e sulle possibilità offerte dalle tecnologie nel campo della creazione contemporanea. In particolare nell'ambito dei convegni che si tennero annualmente al Verucchio (Forlì), a partire dal 1963 e che contribuirono a chiarire il rapporto tra arte e critica o tra arte tecnica e ideologia, nel 1966 il tema affrontato fu quello dell'arte popolare. In questo ambito di discussioni per la prima volta il problema dell'estetica informazionale fu oggetto di un seminario specifico che riportava i risultati di esperimenti di simulazione dell'atto creativo mediante intelligenze artificiali. Tale riflessione intende porre in evidenza le lontane premesse dell'estetica della net.art, ma anche evidenziarne le inevitabili differenze di prospettiva, alla luce dei cambiamenti radicali, estetici e sociali offerti dalla globalizzazione del web.

Alle origini dell'arte virtuale: il seminario sull'estetica sperimentale al Verucchio del 1966.

Giancarlo Realini, ingegnere, docente di Fondamenti di Informatica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

La cronaca di quarant’ anni di ricerca e di realizzazione di lavori "artistici" studiati e sviluppati col computer, anche realizzando la loro programmazione.
In tutti questi anni sono state fondamentali sia l'attività didattica che di promozione di questo approccio creativo alla tecnologia
informatica, con mostre e soprattutto con la ricerca continua.
Iniziate quasi all'origine della computer grafica, quindi negli anni
'60, con le tecnologie grafiche ed i mezzi allora disponibili, sono
continuate e si sono sviluppate con l'arrivo di nuovi strumenti e
dispositivi grafici, fino alla multimedialità ed alla tecnologia dei
video giochi e dei simulatori.

Arte e computer dagli anni Settanta al videogioco.

Rachele Ferrario, storico e critico d’ arte, docente di Fenomenologia delle arti contemporanee all’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano .

L’arte contemporanea utilizza spesso forme che provengono dai mondi “virtuali” della fotografia digitale o dai programmi più o meno elaborati dei computer. I quanto tale poi l’arte ha sempre cercato di “copiare” o “somigliare” alla realtà, creando prospettive illusorie sia in pittura che in architettura. Dunque l’arte tradizionale e quella di oggi in una certa misura si sono confrontate da sempre con l’idea di ri-creare il reale.

L’arte però – in quanto tale – ha il compito di interrogare, porre domande, mettere in allerta chi la osserva. Deve creare una contrapposizione non il clone del mondo seppur “virtuale” in cui cambiare identità. All’idea del Rinascimento virtuale le arti visive rispondono con la verità dell’espressione artistica in un confronto dialettico di temi, contenuti e materiali davvero interessanti per il social network e per l’arte stessa.

Arte tra realtà e illusione.

Mario Gerosa, giornalista, esperto di mondi virtuali e social network, autore di Second Life e Rinascimento virtuale.

L'arte fotografica di Second Life è squisitamente strumentale: ogni ritratto non va considerato semplicemente di per se stesso, ma in funzione di un altro atto. Le foto degli avatar di Second Life caricate nelle pagine di Flickr non possono essere mai disgiunte dai commenti degli altri utilizzatori: immagine e commenti sono le due componenti dell'opera d'arte, che diventa opera d'arte partecipata. L'artista, già nella fase di ideazione del proprio lavoro, talvolta pensa aprioristicamente ai commenti che potrà provocare. Per questo esaspera dettagli e particolari che possano suscitare una certa reazione. I commenti lasciati dai visitatori della pagina possono essere ricondotti a personaggi da incontrare successivamente in Second Life, che potranno elargire ulteriori pareri inworld, magari dando vita a discussioni, spingendo l'artista a modificare il corpo del proprio personaggio virtuale. In tal modo si genera un'azione artistica complessa che sfugge all'idea della semplice immagine di matrice figurativa.

http://mariogerosa.blogspot.com

Il ruolo dell’osservatore nella costruzione dell’opera d’arte condivisa.

Pierluigi Casolari, ceo Koinup srl, giornalista freelance e docente di webmarketing.

I Mondi Virtuali, sebbene siano percepiti unicamente come chat tridimensionali, rappresentano in molti casi inediti luoghi di sperimentazione. Sperimentazione della propria identità, ma anche sperimentazione artistica e creativa. Numerosi Metaverse, in particolare Second Life e in maniera minore IMVU, There, Hipihi e altri, offrono ai residenti la possibilità di creare, personalizzare, modificare, plasmare un avatar, proiettando su di esso esperienze, sensazioni, identita e ambizioni reali. Allo stesso tempo, i metaverse offrono agli utenti la possibilità di creare, sperimentare, rappresentare in modo creativo la propria vita virtuale. Dai mondi virtuali sono nate forme d'arte autoctone e originali, l'architettura virtuale, la fotografia digitale, il machinima e molte altre ancora. Koinup, la prima community internazionale dedicata alla vita virtuale, si propone come archivio e memoria di queste sperimentazioni. Offrendo agli utenti la possibilità di raccontare la propria vita virtuale e immortalarne il valore.

Arte e memoria nei mondi virtuali: il caso Koinup.

Francesca Porreca, storico dell’arte contemporanea e curatore incaricato delle raccolte d’arte moderna e contemporanea dei Musei Civici di Pavia.

Negli ultimi decenni, la tendenza ad attivare processi interattivi e a promuovere una dimensione partecipativa dell’opera ha preso piede nell’arte contemporanea in modo significativo e secondo varie declinazioni, che si servono di tecnologie avanzate per andare oltre la tradizionale scissione tra opera d’arte e spettatore e per confondere i limiti che distinguono arti visive, cinema e teatro. In parallelo con Second Life, anche nel mondo reale si verifica sempre più spesso la presenza di opere o operazioni artistiche giocate sulle molteplici possibilità di relazione e sulle possibili reazioni che da qui scaturiscono. L’opera d’arte reale, così come quella virtuale, è sempre più effimera, ma allo stesso tempo non è più bloccata entro la cornice del quadro o la pesantezza del materiale, ma acquista un valore aggiunto per le molteplici possibilità del suo farsi in relazione a qualcosa d’altro.

Interattività e dinamiche partecipative tra arte reale e virtuale.

Albertini e Moioli, scultori e docenti di Scultura all’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (Giampiero Moioli relatore).

Dalla scultura alla progettazione con sof­tware di modellazione tridimensionale fino alla realizzazione di sculture interattive in Second Life.

Questa è stata la nostra operazione di alleggerimento della scultura.

Realizziamo da parecchi anni sculture virtuali che prima erano progetti per spazi pubblici e poi, con lo sviluppo dei mondi virtuali, hanno cominciato a vivere di vita propria, a confrontarsi con gli avatar e a diventare interattive e persi­stenti.

Intendiamo la scultura virtuale come un’ espansione della creatività per una più libera realizzazione di sculture reali.

www.albertiniemoioli.it

Pesantezza e leggerezza della modella­zione tridimensionale fra realizzazione e progetto.

Marco Cadioli, net reporter.

Marco Manray Cadioli da alcuni anni indaga attraverso la fotografia l’evoluzione dei mondi virtuali. I suoi reportage da Second Life sono stati pubblicati su diverse testate internazio­nali e proprio grazie a questa operazione artistica Cadioli legittima l’esistenza degli universi sintetici. Marco Manray, l’alter ego di Cadioli in Second Life, si muove alternativamente tra la dimensione del reale e del virtuale, prendendo corpo nel mondo vero grazie alle mostre allestite in vere gallerie d’arte.

Marco Manray Cadioli: “Replica” - visi­ta alla personale in corso in Second Life presso la Galleria Overfoto. Paesaggi dal Metaverso e cloni di avatar.

Cristiana Campanini, giornalista, esperta di net art.

Transazioni reali nei mondi virtuali. Dieci anni di mercato del­l’arte in rete: dalle fiere on line ai social network, dalle aste a tempo (E-bay) a quelle in tempo reale (Christie’s live), dalle e-galleries nate negli anni Novanta a un tazebao griffato Charles Saatchi. Bilanci e aspettative di un sistema che alleva nuovi attori (artisti, galleristi e collezionisti) nell’arena globale della rete. Sono temi di grande attualità, che confermano la nascita, lo sviluppo e l’affermarsi di un nuovo mercato, che si muove attraverso nuovi canali e che si sta guadagnando sempre più i consensi dei collezionisti di tutto il mondo.

Art-commerce.

Serena Zonca, giornalista

Si può già parlare di un mercato per le opere realizzate all’interno di mondi virtuali come Second Life? Le gallerie, i collezionisti e i musei di tutto il mondo vero cominciano a mostrare un certo interesse per questa nuova forma espressiva. In effetti, non sta tardando a delinearsi un proto-mercato, non ancora ben strutturato, che tuttavia pare avere le premesse per sfociare in una nuova tendenza. D’altronde importanti riviste hanno già parlato di questo fenomeno e alle grandi fiere internazionali si sono visti ritratti di avatar realizzati in SL. Ma questo mercato coincide con quello della net art o ha confini più sfumati?

Arte virtuale, mercato reale?

Mirko Lalli, responsabile maketing Fondazione Sistema Toscana e dei brand www.intoscana.it, il portale ufficiale della Toscana, e del Festival della Creatività di Firenze.

La Toscana su Second Life è un tassello, fondamentale e strategico, del complesso piano di comunicazione crossmediale: sul web, sui Social Media, sui mezzi di comunicazione tradizionale e tramite gli eventi, reali o virtuali, in modo da favorire il cortocircuito mediatico e far rimbalzare i messaggi tra i vari media per far sì che ad ogni rimbalzo prendano maggior velocità e potenza. Un progetto coerente nell’ottica della promozione della Toscana attraverso le potenzialità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione, che si caratterizza in modo particolare grazie alla presenza su Second Life come punto di riferimento per Arte, Cultura, Creatività e Sperimentazione di tutte le forme espressive.

http://www.intoscana.it/secondlife

Promozione crossmediale di un territorio tra Social Media e Second Life: il caso To­scana.